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La Monografia del cinquantesimo - Storia di un libro di memorie nostre
Dal discorso di presentazione al Circolo della Stampa di Milano (13 novembre 1997)

Mi sembra interessante raccontare qui la storia di questo libro, che vede la luce a quasi un anno di distanza dalle ultime manifestazioni celebrative del Cinquantesimo di fondazione del nostro Fogolâr.
L'idea di questa monografia era nata in seno al Consiglio Direttivo con oltre un anno di anticipo sulle celebrazioni ufficiali del 1996. Eravamo partiti con molto ottimismo e quasi con baldanza, ma anche con una certa dose di ingenuità e senza esperienze specifiche. In poche parole: non avevamo mai fatto un libro e pensavamo che bastasse attingere agli archivi del Fogolâr, operare una debita selezione del materiale, elaborare e assemblare i componenti e passare il tutto in tipografia.

Ma mentre per i secondi 25 anni del sodalizio avevamo a disposizione la raccolta completa del nostro Notiziario, per i primi 25 anni i presunti archivi del Fogolâr, sui quali contavamo molto, sono risultati praticamente inesistenti.
Il fatto è che la nostra associazione non ha mai avuto una sede stabile, ma ha dovuto peregrinare fin dall'inizio tra diverse sedi, cosicchè verbali e documenti, specialmente degli anni più lontani, hanno subito le vicissitudini dei vari traslochi e delle segreteria "migranti", andando alla fine dispersi in gran parte in una specie di diaspora…

E qui ha inizio l'appassionante avventura di investigazione e di scavo. Scavo presso le biblioteche pubbliche, a Milano, a Brescia, a Udine, persino a Firenze, investigazione presso vecchi soci e i loro familiari, il più delle volte rientrati in Friuli e non sempre facilmente raggiungibili, che ritenevamo depositari e custodi di frammenti della memoria storica e di antichi cimeli. In qualche caso abbiamo avuto successo, in molti casi solo grosse delusioni…
A questo punto ritengo doveroso ricordare un nome tra quelli riportati in neutrale ordine alfabetico nella prima pagina del libro. Ed è il nome della persona senza la quale questa pubblicazione non sarebbe mai venuta alla luce: Spartaco Iacobuzio.

Oltre ad essersi dedicato alla monografia a tempo pieno, trascurando i suoi impegni professionali, Spartaco è stato quello che ha avuto il coraggio per tutti noi, nei momenti difficili, quando lo sconforto tendeva ad avere il sopravvento sull'entusiasmo…
Ed oggi ci facciamo l'augurio che il libro abbia tanto successo da continuare a prolungare questo sapore nel tempo. Non ci illudiamo che possa rimanere indenne da critiche e scontenti, a causa di inevitabili errori ed inesattezze, di lacune e dimenticanze; ma speriamo si essere riusciti a soddisfare le aspettative del maggior numero possibile di soci del Fogolâr e di amici del Friuli.

Alessandro Secco

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