Compact disc
Lazaro Valvasensi: il Vespro per la Festa della Sensa
Il "Vespro" di Lazaro Valvasensi

L'operazione di ricostruzione del Vespro seicentesco è stata condotta sulla traccia di una prassi ormai consolidata e finalizzata al recupero di una festività rilevante di area veneziana, ritenendo la Dominante quale elemento primario nella vicenda culturale della terraferma friulana. Determinata la scelta della festività, è stato realizzato l'iter di ricostruzione. Nella prima fase è stata compilata la "scaletta" della celebrazione con la consultazione di graduali e testi liturgici, quindi si è delineato l'indice con la corretta alternanza di versetti, responsori, antifone e salmi, l'inno proprio, la giusta antifona al Magnificat, infine si è cercato di creare un prodotto artistico proponendo una sequenza di brani che potessero esaltare la timbrica vocale e strumentale dell'epoca oggetto della ricostruzione. La ricerca di musiche rare ed inedite di Lazaro Valvasensi ha permesso di ricostruire il nucleo fondamentale del Vespro. Sono stati opportunamente collocati i Salmi, alcuni Concerti Ecclesiastici e Sinfonie strumentali del musicista friulano.

A questi brani sono poi stati aggiunte le composizioni di circostanza: si tratta di tre motetti a doppio coro di Giovanni Croce, di particolare ricchezza sonora, l'antifona propria di Andrea Gabrieli (un inedito "O Rex Gloriae") e l'inno per la festa dell'Ascensione di Costanzo Porta.

A questo punto è iniziata la trascrizione delle composizioni, recuperate in copia o in microfilm presso alcune biblioteche europee. Le opere di Valvasensi provengono infatti da Bologna (Civico Museo Bibliografico, "Salmi concertati a 2 voci"), Udine (Civica Biblioteca V. Joppi, "Concerti Ecclesiastici"), da Wroclav, Polonia (Biblioteca Universitaria, "Brevi Concerti Ecclesiastici"), mentre le composizioni di Giovanni Croce sono conservate a Milano (Fondo S. Barbara della Biblioteca del Conservatorio), l'opera di Andrea Gabrieli a Kassel, Germania (Gesamthochschul-Bibliothek). Per l'inno di Costanzo Porta è stata adottata la trascrizione di Siro Cisilino (tratta dall'opera omnia del musicista). Contemporaneamente si è proceduto alla scelta delle voci e degli strumenti per poter raggiungere un risultato esecutivo ottimale, soprattutto per quanto riguarda la varietà timbrica delle voci e i colori dei diversi strumenti coinvolti, nel rispetto della prassi esecutiva e della tipologia degli strumenti stessi (originali o copie di originali dell'epoca).

Marco Rossi


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Organo in Friuli Venezia Giulia e in Veneto tra XVII e XVIII secolo

L'organo storico di Valvasone ha vissuto un'interessante vicenda costruttiva che si protrae dalla prima metà del XVI secolo fino ai giorni nostri, periodo nel quale un ulteriore intervento di restauro lo vede al centro dell'attenzione del panorama organario italiano. Il restauro conservativo del 1974 aveva voluto esaltare le peculiarità timbriche e sonore delle diverse epoche con scelte progettuali volte al mantenimento dei registri costruiti nelle varie epoche. L'organo quindi si presentava con un frammistione di elementi cinquecenteschi e di parti soprattutto settecentesche, tipiche della celebre scuola organaria veneta. Questa registrazione in Compact Disc è così dedicata allo strumento che ormai non esiste più, essendo definitivamente cancellate le tracce posteriori alla soglia del XVI secolo con il secondo attuale restauro.

Nel 1996, secondo nuovi dettami estetici e filologici, per i quali non entriamo nel merito, è stato avviato un lavoro di recupero delle caratteristiche sonore, timbriche e di intonazione del periodo cinquecentesco, depurate da ogni aggiunta posteriore. Il nuovo lavoro di restauro è stato realizzato dalla Casa Organaria Cav. Francesco Zanin di Gustavo Zanin di Codroipo (Udine).

Marco Rossi